Ci sono libri che, appena li leggi, ti fanno sentire a disagio. Ma è un disagio buono, necessario, perché ti costringono a guardare in faccia ciò che spesso fingiamo di non vedere: il dolore che si trasforma in rabbia, la rabbia che diventa scelta. Io vi ucciderò tutti è uno di quei libri. E l’ho voluto in catalogo Lupieditore proprio per questo. Perché è disturbante, provocatorio, psicologicamente spiazzante. Ma anche incredibilmente autentico.
Medin Bonichini, giovane autrice mantovana, non fa sconti. Non cerca di piacere, non addolcisce la pillola. Scrive dritta al punto, con una voce ruvida e sincera, raccontando la storia di Viola, una donna distrutta nel profondo, che decide di farsi giustizia da sola. E non è sola: c’è Luca, amico di sangue e ombra, con cui condivide un piano folle e calcolato. Insieme, fuggono in un paese senza nome, per costruire un orrore lucido e volontario, un'oscura redenzione personale.
L’ho scelta perché questo libro ha qualcosa da dire. Perché nel marasma di titoli che cercano solo di intrattenere, Io vi ucciderò tutti ti scava dentro. Ti parla di autostima calpestata, di abusi silenziosi, di ferite che non guariscono mai davvero ma che, a un certo punto, smettono di sanguinare e iniziano a urlare. E l’urlo, qui, è narrato con uno stile tagliente, quasi cinematografico.
I primi lettori l’hanno definito “una corsa verso l’inferno a fari spenti”, “una vendetta disturbante che lascia il segno”, “una terapia letteraria per chi ha conosciuto l’umiliazione e ne vuole uscire a testa alta, anche a costo di impazzire”. Non si può leggere questo libro e rimanere impassibili. Ti obbliga a schierarti, a entrare nella testa di Viola, e a chiederti fino a che punto il dolore può diventare un’arma legittima.
Noi di Lupieditore esistiamo per questo: per dare voce a chi ha il coraggio di scrivere fuori dai margini, di raccontare il lato oscuro dell’animo umano senza edulcorarlo. Io vi ucciderò tutti non è un libro per tutti, e forse è proprio questo il suo valore. È un pugno nello stomaco che sveglia. È un atto di rottura, e come ogni rottura porta con sé il seme di qualcosa di nuovo.
Se cercate una lettura comoda, rassicurante, girate pagina. Ma se volete una storia che vi metta in discussione, che vi faccia riflettere sul senso profondo della dignità e della vendetta, allora questo è il libro che fa per voi.

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