“Giocatori di gesso – con etica in controcanto”: un romanzo corale sul nostro tempo (e sui nostri sbagli)

LUCIA

di Jacopo Lupi

Ci sono libri che arrivano al momento giusto. Altri che ti sorprendono per la lucidità con cui guardano dentro l’animo umano. Giocatori di gesso – con etica in controcanto di Lucia Fanelli è entrambe le cose. Quando l’ho letto per la prima volta ho sentito subito che dovevamo pubblicarlo. Perché è un romanzo che ha il coraggio di fare una cosa rara: mettere al centro l’etica, non come concetto astratto, ma come controcanto silenzioso alla vita di tutti noi. E ci chiede: cosa ci guida davvero quando scegliamo?

Noi di Lupieditore crediamo nella potenza della Parola. Pubblicare, per noi, è un atto di fiducia e responsabilità: vogliamo diffondere libri belli, necessari, che scuotano e risveglino. E Giocatori di gesso è proprio così. È un libro che non cerca scorciatoie, non offre morali facili, ma scava in profondità, fino a toccare quella zona grigia dove il bene e il male si mescolano, dove la coerenza vacilla, dove le scelte fanno male.

L’etica come musica di fondo

I personaggi di questo romanzo sembrano gessetti fragili. Scrivono la loro storia sulla lavagna della vita, ma sanno che basta un soffio per spezzarsi. Sono uomini e donne alle prese con scelte difficili, attratti spesso da ciò che li allontana dal Bene, mentre l’etica — proprio come recita il titolo — resta in sottofondo, un'eco debole, una melodia che avrebbero potuto seguire ma che hanno ignorato.

La scrittura di Lucia Fanelli è limpida, mai compiaciuta, tagliente quando serve, empatica sempre. I suoi personaggi — colleghi, amanti, fratelli, amici di lunga data o appena conosciuti — si muovono tra scenari molto concreti e quotidiani: un bar sui Navigli, una villa esclusiva, il Parco di Monza, un circolo di lettura. Ambientazioni riconoscibili, dentro cui si consumano ambiguità, segreti, compromessi, cadute.

Otto storie, un’unica domanda

Il romanzo è diviso in otto storie, autonome ma profondamente connesse. Al centro c’è Sogni Infranti, che ruota intorno alla SFC, una società familiare in corsa per diventare leader globale nel campo dei videogame grazie a un progetto etico e tecnologico: Win4WEAK, un videogioco che ha l’obiettivo di combattere, almeno virtualmente, le piaghe della società (violenza sulle donne, abusi sui minori, truffe agli anziani, discriminazioni verso gli immigrati). Un’idea nobile, che però viene sporcata da comportamenti corrotti, cinici, opportunisti, proprio da parte di chi dovrebbe lavorare per realizzarla.

I manager protagonisti della Divisione AI — Dave, Lara e Giovanni — sono brillanti, ambiziosi, e terribilmente umani. Ed è lì che il romanzo colpisce: non ci racconta il crimine, ma il crollo morale. Gli errori, gli autoinganni, i cedimenti.

E poi ci sono le altre storie: Scambi Immorali, Segreti Inconfessabili, Sparizioni Improvvise, Scoperte Inquietanti, Storie Infinite, Sensualità Incontrollate, Sentimenti Indefiniti. Titoli che evocano un universo interiore fatto di desideri repressi, relazioni ambigue, scelte sbagliate e conseguenze impreviste.

In tutte, ritorna la fallibilità umana. Quel margine di errore che ci rende fragili e, al tempo stesso, responsabili.

Un libro che non dimentichi

Come editore, quando leggo un libro, mi chiedo sempre: perché dovrebbe restare?
E la risposta, stavolta, è semplice: perché Giocatori di gesso non si dimentica. Non è un giallo da spiaggia né un romanzo d’intrattenimento. È una riflessione profonda travestita da racconto corale, è narrativa che ti entra sottopelle.

È il tipo di libro che ti fa alzare gli occhi a fine capitolo e ti chiede: e tu, cosa avresti fatto?
In un tempo in cui tutto è veloce, urlato, semplificato, questo romanzo ha il coraggio di stare nel dubbio, di raccontare l’ambiguità senza giudicare, ma senza nemmeno giustificare.

Chi è Lucia Fanelli?

Autrice raffinata e lucida, Lucia Fanelli non è nuova alla scrittura. Giocatori di gesso può essere letto come sequel ideale del suo precedente lavoro Immune e impune e altre storie a geometria variabile, ma anche come opera del tutto autonoma. Entrambi i romanzi condividono una scrittura limpida, una tensione etica e una capacità rara di raccontare l’universo aziendale e familiare con intelligenza, ironia e spietata precisione.

I temi sono universali: ambizione, relazioni tossiche, fallimenti, tradimenti, nuove tecnologie, violenza di genere. Ma è lo sguardo dell’autrice a renderli vivi: uno sguardo che non condanna, ma che ti invita a guardarti dentro.

Perché ho scelto di pubblicarlo?

Perché oggi più che mai abbiamo bisogno di libri che parlino della responsabilità individuale, del peso delle scelte, del valore dimenticato dell’etica. Giocatori di gesso è un libro che scuote senza gridare. Che scava senza giudicare. Che racconta senza compiacersi. E che lascia dentro una traccia.

E questa, per me, è la miglior definizione possibile di un buon libro.


Category: Recensioni
Tags: Libri , Narrativa

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