Mi capita spesso, da editore, di ricevere storie intense, personali, che scavano in profondità. Ma quando ho letto “Figli illegittimi, i figli dell’Amore” di Flavia Civitella Castellano, ho capito che questa non era una semplice proposta editoriale: era una chiamata. Una chiamata a guardarsi dentro, a riconsiderare il significato di parole che usiamo tutti i giorni – famiglia, identità, appartenenza, amore – ma che raramente abbiamo il coraggio di interrogare davvero.
È per questo che ho scelto di pubblicarlo. Perché questo romanzo non racconta solo una storia. Fa vibrare una verità che riguarda tutti noi, indipendentemente da dove veniamo o da chi ci ha cresciuti.
La protagonista di questo racconto – mai banale, mai scontata – è una donna che ha conosciuto il vuoto, l’assenza, le crepe lasciate da una famiglia che non c’è stata o non ha saputo esserci come avrebbe dovuto. Ma invece di lasciarsi sopraffare, cerca, costruisce, trasforma. E lo fa con forza, con dolcezza, con ostinazione. La sua è una lotta silenziosa, spesso invisibile, per trovare dentro di sé le radici che le sono mancate fuori.
Flavia Civitella Castellano ha uno stile autentico, intimo, quasi confidenziale. Leggere le sue parole è come essere accolti nel salotto dell’anima: ci si siede, si ascolta, si piange, si sorride, ci si riconosce. La sua scrittura tocca corde profonde, ma senza mai appesantire. È delicata, ma decisa. Intensa, ma accessibile.
Il romanzo si muove tra sogno e realtà, tra infanzia e età adulta, con un ritmo narrativo che avvolge, senza mai forzare. C’è poesia, c’è memoria, c’è dolore, ma anche tanta speranza. E soprattutto, c’è amore. Quell’amore che non ha bisogno di DNA per esistere. Quell’amore che nasce nelle scelte quotidiane, nei piccoli gesti, nelle presenze costanti, nei legami che costruiamo con chi scegliamo di amare, e che sceglie di amarci.
“Figli illegittimi, i figli dell’Amore” è un inno alla libertà di essere chi vogliamo essere, al coraggio di lasciare andare ciò che ci ha fatto male e abbracciare una nuova possibilità. È un libro dedicato a chi ha avuto una famiglia. Di qualunque tipo essa sia.
E come Lupieditore, questo è esattamente ciò che vogliamo: diffondere libri belli e di qualità, che lascino un segno. Noi crediamo nella forza della parola come strumento di consapevolezza e trasformazione. La parola come spada che non ferisce, ma difende. Come luce che non acceca, ma illumina.
Flavia, con questo romanzo, ci regala una luce discreta ma potente. E noi siamo felici e orgogliosi di accoglierla nella nostra grande famiglia di autori e lettori.

IL LIBRO