Ci sono storie che arrivano tra le mani e ti scuotono. Che ti fanno alzare lo sguardo da quelle pagine e ti costringono a chiederti: chi sono io, davvero? “All’origine di me” è una di queste storie. E quando l’ho letta, non ho avuto dubbi: doveva entrare nel catalogo Lupieditore. Non solo perché è scritta bene – e lo è, con una freschezza e una profondità rara – ma perché racconta qualcosa di urgente, di necessario, usando la lente potente del fantasy.
Gabriella Silvestrifirma un romanzo di formazione travestito da fantasy, o forse è il contrario. La protagonista, Margot, è una giovane strega... o almeno così dovrebbe essere. Perché, a differenza di tutti gli altri, non ha mai mostrato alcuna dote magica. E in un mondo in cui la magia definisce il tuo valore, la tua classe sociale e persino la tua identità, essere “diversa” è la condanna più spietata.
Margot è figlia di una nobile famiglia, una Windrider: per la società dovrebbe essere già tutto scritto. Un matrimonio conveniente, una posizione rispettabile. E invece, bastano poche parole – quelle di una vecchia strega apparentemente folle – per far crollare ogni certezza: “Tu sei umana.”
Gli umani, in questo mondo, sono considerati inferiori. Una vergogna da cancellare, un errore da nascondere. E mentre un’epidemia sconvolge il mondo magico e Margot si ritrova braccata dalle guardie, l’unico rifugio possibile è Seb: un ragazzo del Ceto Basso, un pastore, un amico sincero. Forse, l’unico che non la guarda per ciò che “dovrebbe” essere… ma per ciò che è.
“All’origine di me” è una storia che parla di identità, di esclusione, di classismo, ma anche di amore, ribellione e scoperta. È un viaggio epico e personale, dove ogni magia esteriore è solo un pretesto per indagare quella più autentica: la magia di conoscersi, accettarsi, scegliere.
Ho scelto di pubblicare questo romanzo perché tocca tematiche attualissime con la leggerezza e l’intensità che solo una penna sensibile sa usare. Gabriella riesce a tenere insieme la tensione narrativa di un fantasy avventuroso con la delicatezza di una riflessione interiore che colpisce nel segno. Margot è un’eroina contemporanea, eppure eterna. Potremmo essere tutti noi, in cerca del nostro posto nel mondo.
Come Lupieditore, crediamo in storie che scuotono e risvegliano. Storie che non si accontentano di intrattenere, ma che creano domande, che invitano alla consapevolezza. “All’origine di me” fa esattamente questo. E lo fa con uno stile limpido, incalzante, accessibile a lettori giovani e adulti, appassionati di fantasy e non solo.
Gabriella Silvestri entra così nel nostro catalogo con un romanzo che non è solo bello: è necessario. Un invito a guardarsi allo specchio e dire: anche se non ho ancora trovato la mia magia, non significa che non ci sia.

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