“Perché dovrei ricordarmi del passato, se il passato non si ricorda di me?”
Già da questa frase si intuisce la profondità dell’opera di Giambattista Bergamaschi. Non è solo una storia d’amore. È un viaggio dentro le pieghe più sottili e complesse dell’animo umano. E quando ho letto le prime pagine di Come il tempo va, ho sentito subito che questo libro doveva entrare nel nostro catalogo Lupieditore.
Perché? Perché ha qualcosa di raro oggi: eleganza narrativa, riflessione autentica, e un intreccio che mescola mistero e poesia senza mai perdersi in artifici. È un romanzo che parla a chi ha vissuto, a chi si è interrogato almeno una volta sul peso dei ricordi e sulla possibilità di amare davvero, nonostante le ferite.
Il protagonista è un insegnante, ma anche artista, scrittore, poeta – una figura che incarna il pensiero, la sensibilità e la memoria. È un uomo prossimo alla pensione, che si porta dietro un passato denso, mai davvero risolto. Un giorno, quasi per caso, entra nella sua vita Antonia, una giovane donna che sembra incarnare la possibilità di rinascita. Ma le cose non sono mai semplici quando si ha a che fare con il cuore e con i fantasmi del tempo.
Il libro scorre come un fiume calmo ma profondo, tra riflessioni filosofiche, dialoghi introspettivi, tensione emotiva e colpi di scena. La scrittura di Bergamaschi è pulita, intensa, a tratti poetica. I personaggi non sono mai stereotipati: sono vivi, veri, imperfetti. Li si ama e li si comprende, anche quando sbagliano. Stefano, Antonia, e le figure secondarie che li accompagnano si muovono tra le incertezze del vivere, gli imprevisti del destino e i paradossi dell’amore.
Questo libro non è una semplice lettura, ma un’esperienza. Il finale, inaspettato e insieme inevitabile, lascia con il fiato sospeso e con una domanda bruciante: siamo davvero liberi di scegliere chi diventare, o il tempo ci plasma fino a renderci ciò che non volevamo essere?
Da editore, posso dirvi che sono orgoglioso di aver pubblicato un’opera del genere. Come il tempo va rappresenta esattamente ciò in cui crediamo come Lupieditore: libri che scuotono, che fanno riflettere, che non si limitano a intrattenere ma che toccano corde profonde.
Perché la nostra casa editrice nasce da una convinzione forte: che la Parola sia l’unica spada che vale la pena impugnare. Una spada che non ferisce, ma libera. E questo romanzo ne è l’esempio perfetto.

IL LIBRO