Perché continuiamo a rimandare tutto a domani?

Tu non sei un procrastinatore.

Andre’, ma che ti sei fumato?! Certo che sono un procrastinatore, anzi, sono un procratinatore seriale e ne vado fiero! Sono il Michelangelo del “rimandare a domani”, il Mozart delle “scuse per rinviare gli impegni”, il Picasso del “cascasse il mondo tra 10 minuti inizio”. Hai preso un abbaglio: io SONO un procrastinatore.

Se vogliamo sconfiggere la tendenza a rimandare tutto a domani, dobbiamo innanzitutto capire cos’è e dove nasce. Il primo passo per eliminare la procrastinazione dalla nostra vita è nonidentificarci con essa. La procrastinazione è un comportamento che viene appreso nel corso degli anni e può essere dunque disimparato. Non solo: anche il procrastinatore più incallito sa bene che esistono attività che non rimanderebbe mai e che ama portare a termine quanto prima.

Ripeto. Tu non sei la procrastinazione. Ma allora perché continuiamo a rimandare tutto a domani?

La procrastinazione è un meccanismo difensivo messo in atto dalla nostra mente per diminuire l’ansia associata ad un’attività o una decisione considerata sgradevole, difficile o impegnativa.

Neil Fiore.

Insomma, dal punto di vista della nostra mente, procrastinare ha perfettamente senso: ci evita infatti il rischio di critiche e fallimenti che minacciano il nostro ego.

Fiuh! E’ andata bene vero?! Non ti senti più leggero adesso? Tu te ne stavi lì a farti 1.000 seghe mentali per aver rimandato quell’esame o aver completato all’ultimo quell’importante progetto di lavoro! Hai sentito? Non è colpa tua, è colpa del tuo cervello. Mica puoi farci nulla… oppure no? Prendere consapevolezza che la procrastinazione non è insita nel nostro carattere non dovrebbe deresponsabilizzarci: al contrario. Se procrastinare è un comportamento appreso, spetta a noi mettere in atto nuovi meccanismi che sradichino alla radice l’attitudine a rimandare tutto a domani. Nel prossimo paragrafo vedremo alcune delle più efficaci tecniche pratiche per eliminare la procrastinazione.

10 stratagemmi per smettere di procrastinare: adesso

Disimparare l’abitudine a rimandare tutto a domani deve essere un vero e proprio percorso. Per questo motivo, 1 anno fa, ho scelto di dedicare a questa “epidemia moderna”  il mio primo (per)corso digitale. Seguendo la stessa logica, gli stratagemmi anti-rimandite di cui parleremo tra poche righe, sono presentati secondo una precisa sequenza. Se hai deciso di affrontare seriamente la tua lotta alla procrastinazione, il mio consiglio è di mettere in pratica quelle tecniche che più si adattano alla tua situazione e di farlo seguendo l’ordine in cui sono presentate. Let’s Start! 😉

  1. Il diario del procrastinatore. Ogni volta che devo affrontare un complesso progetto di consulenza di direzione, inizio sempre dall’analisi AS-IS, ovvero una sorta di “fotografia” della situazione corrente dell’azienda. Se vuoi risolvere il tuo problema di procrastinazione, il primo passo è comprendere come spendi le tue giornate. Per i prossimi3 giorni registra ogni singola attività che compi durante il giorno. Per farlo puoi usare una nota nel tuo cellulare. Ogni volta che cambi attività, segna il nome di questa attività ed il tempo dedicatogli (es. navigazione Facebook – 45 minuti). Per il momento ti chiedo di non intervenire in alcun modo: limitati a registrare le tue attività come farebbe un osservatore distaccato. Al termine dei 3 giorni, tira le fila di questo semplice esercizio: i risultati potrebbero scioccarti.
  2. La tecnica della “brutta notizia”. Riprendi in mano il tuodiario del procrastinatore e cerchia con una penna le attività direttamente collegate ad un tuo obiettivo (studio, lavoro, salute, etc.). Ecco… se sei un procrastinatore seriale, ho una “brutta notizia” per te: molto probabilmente queste attività sono molto poche ed il tempo totale che gli hai dedicato è stato appena una frazione delle tue giornate. Che senso ha vivere una vita in cui dedichiamo gran parte del nostro tempo ad attività inutili, rubando tempo prezioso agli obiettivi a cui teniamo veramente? Scopo di questi primi due esercizi è rafforzare in te la consapevolezza delle nefaste conseguenze della procrastinazione.
  3. La domanda “magica”. Spesso, ci ritroviamo a rimandare a domani un’importantedecisione. Valutiamo in modo ossessivo i pro ed i contro delle nostre alternative, ci ripromettiamo che prenderemo questa maledetta decisione una volta che le condizioni saranno più favorevoli (ovvero mai), aspettiamo speranzosi che possa accadere qualcosa che ci aiuti a prendere una direzione. Questo comportamento è dettato dalla paura delle novità: siamo perfettamente consapevoli che cambiare probabilmente ci porterà ad una condizione migliore, eppure siamo così abituati alla nostra attuale condizione, che le novità, i cambiamenti, le nuove sfide ci terrorizzano e ci bloccano. In questi casi, prova a porti una semplice domanda: qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere? Per approfondire il potere di questa domanda “magica”, ti consiglio di leggere questo articolo.
  4. Il blocco dello studente. Scommetto un caffè che ti sei bloccato a 4-5 esami dalla laurea, giusto? Capita molto spesso che gli studenti universitari, ad un soffio dalla meta finale, inizino a procrastinare gli ultimi esami e la tesi. Molti pensano che questo sia dovuto alla stanchezza accumulata negli anni, ma la motivazione è molto diversa. Il termine degli studi universitari rappresenta la conclusione di una fase molto importante della nostra vita: conosciamo molto bene i ritmi dell’università (lezioni in aula, preparazione esami, appelli, lezioni, preparazione esami, etc., etc.), al contrario non abbiamo la più pallida idea di cosa ci aspetti dopo. Questo “vuoto” ci spaventa e ci blocca, spingendoci a procrastinare. Anche in questo caso è molto importante farci la fatidica domanda magica; ma è ancor più importante limitare al massimo l’incertezza. Qualche esempio? Avvicinati al mondo del lavoro attraverso uno stage, oppure confrontati con gli studenti senior del tuo corso di laurea. N.B. questo blocco non vale solo per gli studenti, spesso è vissuto anche da giovani professionisti che vorrebbero cambiare lavoro. Valgono le stesse regole: per smettere di procrastinare è necessario limitare l’incertezza.
  5. Il perdono. L’incertezza non è l’unica causa di procrastinazione, ve n’è un’altra molto importante: ilrisentimento. Se stiamo procrastinando un’attività per noi sgradevole, è molto probabile che ci stiamo ribellando (in modo conscio o meno) ad un’autorità: i genitori che hanno scelto per noi il nostro corso di laurea, il capo che ci sta imponendo un’attività che detestiamo, etc. Per smettere di procrastinare dobbiamo innanzitutto prendere consapevolezza di questa nostra ribellione sileziosa. Ma sarà solo dopo aver perdonato noi stessi e “l’autorità” nei confronti della quale ci stiamo ribellando che potremo ricominciare ad impegnarci senza alcun blocco.
  6. Il modello di precisione. Uno dei tratti tipici del procrastinatore incallito è la tendenza alle generalizzazioni. In un tipico dialogo mentale di un “rimanda tutto” si susseguono frasi come: “non ce la faròmai“, “è impossibile“, “capita sempre a me”, “va a finire semprecosì”. Queste frasette, apparentemente innocue, possono essere deleterie se vogliamo metterci in azione. Per eliminare questo continuo parlottio negativo, dobbiamo adottare il modello di precisione. Ogni volta che soggiunge una frase generica come quelle viste negli esempi, prova a smontarla con domande di questo tipo: “davvero non ci è mai riuscito nessuno?”, “Va a finire sempre così o è capitato massimo 2-3 volte?”, “Siamo sicuri che capiti sempre e solo a me, o capita anche ad altri?”. Insomma, impara a rivolgere contro la tua mente i suoi stessi inganni.
  7. Il principio di Pareto. La ricerca del perfezionismo è l’altra grande causa di procrastinazione. Il procrastinatore tipo ha il classico atteggiamento del “o tutto o niente“. Ammettilo, quante volte ti è capitato di rimandare perché non eri sicuro al 100% di poter raggiungere il massimo risultato? Ci sono andato vicino? In questi casi devi imparare ad applicare ilprincipio di Pareto: smettila di puntare al 100% del risultato, stai perdendo tempo. Concentrati sul 20% delle attività che ti consentono di ottenere l’80% del risultato e lascia stare il resto. E’ molto più importante completare 5 attività all’80%, che una soltanto al 100%. Ho approfondito questo approccio con la tecnica della piramide.
  8. Il segreto della 1° ora. Battere la procrastinazione è spesso una questione diritmo. Se vuoi rendere le tue giornate più produttive, devi imparare a focalizzarti sulle attività che compi nelle prime ore del mattino. Per eliminare la rimandite di inizio giornata, applico ormai da anni una tecnica di mia ideazione: il segreto della 1° ora™. Te la consiglio caldamente.
  9. La tecnica del pomodoro. Questa tecnica è un classico per i lettori di EfficaceMente; praticamente non vi è articolo sulla procrastinazione in cui non ne parli. Perché?Perché funziona. Come detto, battere la procrastinazione è una questione di ritmo, le maratone di lavoro non servono a nulla: impara ad alternare momenti di intenso studio/lavoro a pause strategiche. La tecniche del pomodoro ti offre una semplice soluzione a questa problematica. Se non ne hai mai sentito parlare, ho approfondito questo stratagemma di gestione del tempo in questo articolo.
  • Lo stratagemma del barattolo di maionese. Qualche anno fa ho proposto ai lettori di EfficaceMente la storiella del “barattolo di maionese” (se non la conosci, la troviqui). La morale di questa favoletta è molto semplice: se vuoi smettere di procrastinare e rendere le tue giornate produttive e soddisfacenti, devi imparare a fare le cose nel giusto ordine. Se inizi le tue giornate controllando la posta elettronica, navigando su social networks e siti di news, non avrai tempo per ciò che conta veramente. Impara a mettere lepalline da golf per prime, poi i sassolini e solo alla fine la sabbia. In poche parole, dai una priorità alle tue attività e rispetta questa priorità, se hai rispetto per la tua vita.

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e soprattutto ti sia utile nei giorni a venire: è il mio modo per festeggiare insieme l’anniversario di Start!, ma soprattutto, è il mio modo per ringraziarti della fiducia che mi hai dimostrato nell’ultimo anno. Buona settimana. Andrea.

Articolo di Andrea Giuliodori (https://www.efficacemente.com/no-procrastinazione/rimandare-a-domani/)

 

 

 

 

Smetti di Rimandare

 

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