COME CREARE PERSONAGGI MEMORABILI parte 1

Segreti ed esercizi per creare personaggi memorabili

 

 

I personaggi sono il fulcro di una storia e interagiscono con tutti gli altri elementi narrativi, influenzandoli. Guidano la storia e accompagnano il lettore. È dunque necessario creare personaggi VIVI, COMPIUTI e, per raggiungere questo obiettivo, bisogna essere dotati di grande sensibilità ed empatia. Fondamentale è saper osservare e penetrare l’animo umano, capirne le sfaccettature, analizzare i sentimenti e le complicate dinamiche psicologiche. Nel cuore di ogni personaggio verosimile batte un DESIDERIO(può essere vivo, grande, illusorio o negativo). Un personaggio deve porsi un obiettivo, deve sentirsi mosso da un desiderio: il desiderio è il motore che muove la natura umana. Il desiderio, applicato alla narrativa, è ciò che porta   avanti la storia. La storia crescerà in maniera organica attorno al desiderio.

I personaggi sono gli attori della tua storia. I lettori hanno iniziato a leggere il tuo manoscritto, e ciò che istintivamente cercano, sono proprio loro, i personaggi. Si domandano: «Chi sono? Cosa vogliono? Cosa faranno per risolvere i loro problemi?» Vogliono morbosamente amarli, odiarli e impicciarsi di ogni aspetto della loro vita. Dategli modo di farlo. I personaggi di un qualsiasi racconto devono suscitare delle emozioni, non importa quali; un antagonista cinico e vile può far colpo quanto un protagonista nobile e simpatico. L’importante non è il ruolo che gli hai assegnato, ma quanto sei abile a fargli interpretare quella parte. Il protagonista deve suscitare simpatia e affinità. Un personaggio negativo dovrebbe suscitare riprovazione ma essere comunque dotato di motivazioni credibili e di un certo fascino. I personaggi di contorno, a loro volta, devono possedere una loro personalità e svolgere un ruolo importante nell’economia della storia.

SEGRETO 42L’importante non è il ruolo che hai assegnato al personaggio, ma quanto sei abile a fargli interpretare quella parte.

ESERCIZIO 42

Immagina un personaggio. Dopo averne messo a fuoco le sue caratteristiche, pensa a quale potrebbe essere un suo desiderio importante, un desiderio forte. Concentrati su qualcosa di concreto (soldi, carriera, la vicinanza di qualcuno). Butta giù una storia con questi elementi.

«Non raccontare, mostra». Questo motto, di cui abbiamo già parlato in precedenza, ci fa capire quanto sia importanteMOSTRARE IL PIÙ POSSIBILE affinché il lettore possa percepire il personaggio e avere l’impressione di incontrare una persona reale.I personaggi si rivelano nell’azione. Affina la tecnica descrittiva. Il lettore potrà immaginare meglio il personaggio se il suo aspetto esteriore viene descritto minuziosamente. Questa descrizione non deve per forza arrivare nel momento in cui il personaggio entra in scena, può anche essere fornita gradualmente, ma è bene che, entro poche pagine dalla sua introduzione, tu riesca a fornire al lettore le informazioni necessarie affinché possa crearsi una raffigurazione mentale. Ricorda che un personaggio non è un manichino, ma avrà delle particolari caratteristiche in grado di definirlo. Tali caratteristiche possono includere i lineamenti del volto, la struttura fisica, l’abbigliamento, ma anche l’atteggiamento, lo stile, i gesti, l’odore e perfino l’ambiente che lo circonda.

SEGRETO 43Non raccontare, mostra!

ESERCIZIO 43

Prendi il personaggio costruito nell’esercizio 42. Attraverso le sue azioni cerca di mostrare qual è il suo desiderio senza descriverlo apertamente.

Esempio

Il tuo personaggio desidera migliorare la sua posizione lavorativa. Invece di dichiararlo apertamente, fa in modo che il lettore lo capisca attraverso la descrizione: «Con la testa bassa sul pc e le dita indolenzite dopo ore passate a scrivere, scorreva con il mouse, cercando le mail dei clienti. Faceva telefonate. Marco sembrava non voler smettere di lavorare nonostante i suoi colleghi fossero andati via già da un pezzo». Come vedi, non ho apertamente detto che Marco ha il desiderio di far carriera ma l’ho fatto intendere, lasciando il lettore libero di trarre le sue considerazioni.

Come costruire un personaggio?

Questa è la parte più affascinante perché, in qualche modo, è come se tu fossi un creatore a tutti gli effetti, stai generando una vita, sei il creatore di un personaggio che inizia a delinearsi dalla tua “penna”.

Inizia a CARATTERIZZARE il personaggio. La tecnica più efficace e immediata per far conoscere al lettore il personaggio è il DIALOGO (grado di istruzione, background personale, senso dell’humour, cosa pensa di se stesso).

 

Atteggiamenti e maniere, le azioni del corpo

Una camminata dinamica. Tamburellare con le unghie sul tavolo, arricciare i capelli con un dito, mordersi le labbra. Tutto questo può esprimere una particolare posizione nei confronti del mondo o una condizione emotiva passeggera.

Attraverso i vestiti e l’aspetto. La scelta del guardaroba

La gente usa il proprio guardaroba per sedurre, intimidire, impressionare o nascondersi.

Attraverso ciò che lo circonda

La rappresentazione dell’arredamento è un’altra opportunità per l’autore di descrivere i suoi personaggi MOSTRANDO.

Attraverso la filosofia personale

Aspetto fisico, eredità(influenza il modo di crescita del personaggio), milieusociale(ognuno si è formato in base ai valori e allo spazio in cui è vissuto), la storia personale(tutto ciò che è successo al tuo personaggio prima dell’inizio del romanzo).

Evita di creare personaggi prevedibili, superagli stereotipi costruendo personaggi che possano stupire, persone originali, fuori dal comune.

Tutti noi possediamo caratteristiche contrastanti. Tali caratteristiche contraddittore forniscono infinite possibilità di rendere complesso un personaggio.

SEGRETO 44Rendi il personaggio umano, con le sue caratteristiche contrastanti.

ESERCIZIO 44

Ritorna al personaggio creato nell’esercizio precedente. Descrivilo attribuendogli tratti contrastanti.

Importante è la coerenza: tutte le azioni e i comportamenti devono sembrare autentici, veri, aderenti alle caratteristiche che avete stabilito. Il personaggio deve avere qualità contrastanti ma rimanere coerente.

Ogni personaggio deve avere la capacità di cambiare e il lettore deve accorgersi di questo potenziale. IL CAMBIAMENTO È MOLTO IMPORTANTE PER I PERSONAGGI PRINCIPALI.

SEGRETO 45Crea un personaggio che maturi durante la storia, che viva un cambiamento!

ESERCIZIO 45

Riprendi ancora il personaggio al quale hai dato un desiderio e caratteristiche contrastanti: scrivi un brano nel quale riesce a perseguire il suo desiderio. Fai in modo che emergano i tratti contrastanti del suo carattere e che questa sua caratteristica sia lo spunto per il cambiamento che avverrà nella sua vita.

 

Trasforma i personaggi in base alle necessità della storia.

Cerca di conoscere i tuoi personaggi (anche quelli sgradevoli).

Per sviluppare i tuoi personaggi considera questi elementi:

APPARENZA(il modo in cui il personaggio si veste e si muove);

SFONDO(le esperienze, il modo in cui è cresciuto, il background socio-culturale, il bagaglio emotivo. Sono tutti aspetti che danno forma ai personaggi);

PERSONALITÀ(è un aspetto che si delinea dall’unione di apparenza e sfondo. In che modo pensa? Quali sono le sue paure? La personalità indica come agirà e reagirà agli eventi narrati nella storia);

IDENTITÀPRIMARIA(Indica il modo in cui una persona percepisce se stessa, come si definisce).

Poniti DOMANDE sul personaggio:

-come si chiama?

– di che colore ha i capelli?

– dov’è nato?

– ha qualche segreto?

– che scarpe indossa?

– come si veste per andare a una cena?

SEGRETO 46Cerca di conoscere i tuoi personaggi

ESERCIZIO 46

Scegli un personaggio. Osserva qualcuno che non conosci, parlaci, prendi appunti e cerca di farti alcune domande sul suo conto.

La prima cosa da scrivere è labiografia del personaggio, un’intervista, un monologo(di almeno 5 pagine), un segreto(tutti abbiamo segreti).

È importante la complessità, ciò che rende un personaggio interessante e verosimile. Il personaggio DEVE essere piacevole.

Un antieroe non possiede le capacità adatte a ottenere ciò che desidera.

Ai protagonisti va riservata una maggiore PROFONDITÀ. A volte c’è un antagonista, un personaggio che pone degli ostacoli. I personaggi secondari servono da supporto, sono una porta socchiusa per conoscere meglio i personaggi principali (sono simpatici, estremi, stravaganti). Non bisogna mai concentrare l’attenzione sul personaggio secondario, si rischia di ignorare la star dello show.

Le caratteristiche di un personaggio vanno mostrate tramite AZIONE e DIALOGO(i personaggi possono essere definiti attraverso i loro discorsi), ASPETTOePENSIERI(la narrativa ha il potere di entrare nella mente dei personaggi) che, in combinazione tra loro, danno modo di creare un senso di profondità in ogni momento della storia. I personaggi vanno etichettati (abitudini, tic o qualità fisiche). Non dite esplicitamente com’è il carattere del personaggio. È fondamentale che i personaggi raccontino se stessi attraverso le proprie azioni. Un personaggio, come una persona vera, rivela il suo modo di essere attraverso ciò che fa. Nella vita reale le persone non vanno in giro a dichiarare apertamente il loro carattere. Chiedetevi come reagirebbe il personaggio di fronte alle situazioni; di fronte a una difficoltà saprebbe cavarsela? Scapperà? Cercherà di trarne vantaggio? Reagirà in modo del tutto imprevedibile? Queste reazioni parleranno del suo carattere senza bisogno che lo facciate voi. Il lettore a quel punto ricostruirà da solo il suo identikit grazie a un processo deduttivo, come un investigatore che cerca di capire il carattere del suo sospettato. Rendere coerente un personaggio significa non fornire informazioni contraddittorie. Un personaggio insicuro dovrebbe rimanere insicuro sia di fronte a scelte piccole che a scelte di grande importanza, e non può comportarsi improvvisamente come una persona decisa. Naturalmente, il carattere di un personaggio può cambiare nel corso di una storia, ma ciò deve avvenire gradualmente, come frutto di un processo di maturazione che mette in discussione le basi del suo essere. Una persona cinica e fredda può essere cambiata da un grande amore, così come una persona generosa può diventare crudele in seguito a esperienze negative. Cambiamenti simili sono perfettamente leciti (anzi, desiderabili) se giustificati nell’economia della storia, l’importante è che il lettore possa rendersi conto di questa evoluzione. Per rendere i personaggi coerenti, cerca di conoscerli intimamente. La coerenza va esercitata in modo ancora più severo nei dialoghi; un personaggio educato e intelligente difficilmente si concederà al turpiloquio perfino se viene provocato, piuttosto preferirà reagire agli insulti con insinuazioni sottili che smontano il discorso del suo interlocutore.

ESERCIZIO BONUS 1

Colloca il personaggio in un ambiente a scelta e descrivi la situazione. Ad esempio pensalo nella sala d’aspetto di un terapista per la prima volta, descrivendo il suo nervosismo, la sua tensione. Concentrati su AZIONE, DIALOGO, ASPETTO, PENSIERI.

 

Infine pensa a un nome adatto al personaggio.

 

ESERCIZIO BONUS 2

Prendi un elenco telefonico e scegli il futuro nome del tuo personaggio. Pensa a chi potrebbe essere davvero quella persona.

 

Ogni personaggio deve avere storie e ricordi che lo rendano reale, vivo e diverso da tutti gli altri.

 

Meglio evitare gli eccessi: un personaggio troppo buono e senza difetti non è credibile.

ESERCIZIO BONUS 3

Pensa a un personaggio tendenzialmente cattivo. Assegnagli qualità positive e scrivi un passaggio con questo personaggio in azione (un marito sadico che aiuta un mendicante a trovare rifugio).

Il valore di un personaggio può nascere anche dal suo rapporto con gli altri personaggi che lo circondano. Spesso questo ruolo di contrasto è ricoperto dall’antagonista. Difficile pensare a Sherlock Holmes senza evocare l’immagine del suo arcinemico Moriarty; al Capitano Achab senza Moby Dick, a He-Man senza Skeletor. L’antagonista è il riflesso del protagonista, la sua nemesi: in lui il protagonista ritrova se stesso, ribaltato. Mettendolo alla prova, l’antagonista fornisce al protagonista la sfida, il conflitto, la motivazione e contribuisce a renderlo un personaggio memorabile. Altrettanto importanti possono essere i comprimari, in particolare le spalle del protagonista. Un rapporto che può essere paritario o subordinato. Gianni e Pinotto, Stanlio e Ollio, sono esempi di accoppiate che formano un unico personaggio; hanno senso solo insieme, perché solo dal loro contrasto nasce l’armonia. Batman e Robin sono invece un esempio di accoppiata in cui un personaggio è subordinato all’altro. Qui il personaggio secondario diventa importante come cardine attorno al quale si sposta il baricentro dell’eroe, il rapporto che si instaura finisce per caratterizzare entrambi.

Nelle storie in cui il protagonista è un gruppo di personaggi, le dinamiche sono più complesse. All’autore è richiesta una maggiore capacità: tutti i personaggi dovranno essere caratterizzati al meglio, distinguendosi caratterialmente dagli altri membri del gruppo.

 

Personaggi e interpreti

Il personaggio va plasmato dal punto di vista fisico e psicologico, dovrà avere caratteristiche particolari (un tic, un vizio, un difetto fisico, un intercalare). La specificità può anche essere caratteriale (essere un chiacchierone, un tipo distratto, un precisino). Definiti il ruolo, l’aspetto fisico, la caratteristica personale e il punto debole, bisogna dare un nome al personaggio. Deve essere facile, possibilmente breve e inconfondibile.

Una spalla su cui appoggiarsi

Bisogna creare gli altri interpreti del romanzo. Il rivale, il cattivo, qualcuno che renda la vita difficile al protagonista. Il lettore deve odiare il nemico. Come si crea un personaggio antipatico? Descrivetelo storpio, con la voce cavernosa, sadico, arrogante e falso. Deve essere quello che si dice una carogna. Oltre al nemico, il protagonista ha bisogno di avere intorno altri personaggi. Per esempio una spalla. È indispensabile, perché dà modo allo scrittore di esternare, attraverso i dialoghi, i pensieri del protagonista. Oltre al protagonista, al nemico e alla spalla, un libro ha bisogno di altri personaggi funzionali alla storia. Sono quelli che chiameremo comprimari: personaggi che hanno un ruolo ben preciso da compiere. Lasciate ai personaggi un piccolo spazio di autentica libertà in cui possano essere se stessi.

 

 

 

PRIMA DI ANDARE AVANTI:

 

SEGRETO 42L’importante non è il ruolo che hai assegnato al personaggio, ma quanto sei abile a fargli interpretare quella parte.

SEGRETO 43Non raccontare, mostra!

SEGRETO 44Rendi il personaggio umano, con le sue caratteristiche contrastanti.

SEGRETO 45Crea un personaggio che maturi durante la storia, che viva un cambiamento!

SEGRETO 46Cerca di conoscere i tuoi personaggi.

 

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