TIKRIT è un personaggio di fantasia anche se esplicitamente ispirato allo scrittore Campogiovese che della fantasia e della passione ha fatto arte e mestiere. E’ una collezione di ottantasette pezzi che completa una trilogia dopo “Storie di calcio” e “Da qualche parte vicino al mare”. Questo vortice che lo trascina avanti e indietro lo porta inevitabilmente a modificare, a rivivere, a reinterpretare i suoi ricordi, i suoi pensieri, le sue idee con passione e ad inventarsi nuovi e bei finali per i suoi tanti protagonisti. La storia dice che spettacolo lo sport è sempre stato semmai sono cambiate le dosi e il modo di somministrarle. Il libro è una dichiarazione di amore al calcio sua eterna passione, alla musica, alla vita, allo sport e agli ideali di altri tempi e nello stesso lo scrittore si muove a trecentosessanta gradi, cosa che oggi avviene sempre meno. Ricerca con ostinazione talenti di calcio ma diffonde una cultura variegata e con grandi stimoli, una qualità che semina con garbo e passione. “Il parlare e molto più lo scrivere di se stesso nasce senza alcun dubbio dal molto amor di se stesso” per citare una definizione di Vittorio Alfieri il suo poeta preferito.
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