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Il moto ondoso della vita di Monica Cararo è un racconto intimo e profondo, fatto di lettere mai spedite, pensieri trattenuti e parole che cercano una voce quando la voce non basta.
È una storia personale, eppure universale: potrebbe essere quella dell’autrice, ma potrebbe appartenere anche a chi legge. Per questo non ci sono nomi, solo pronomi. Perché ciò che conta non è chi, ma cosa si prova.
Il libro attraversa l’amore in tutte le sue forme: desiderato, taciuto, temuto, salvifico. Racconta l’incapacità di esprimersi a voce e la necessità di affidare alla scrittura ciò che resta sospeso dentro. Lettere che diventano un diario segreto, rifugio emotivo e ancora di sopravvivenza in una relazione fragile e dolorosa, segnata dalla paura e da un legame soffocante.
Divisa in sei parti, la narrazione si muove come un’onda: dall’origine del racconto al passato di undici anni prima, dalla presa di coscienza del malessere alla fuga come unica possibilità di salvezza, fino all’incontro simbolico con “quegli occhi” capaci di riportare alla luce. Seguono un dialogo epistolare con sé stessa, un tempo di rinascita e infine l’epilogo, che chiude il cerchio con due lettere decisive: una al ragazzo rimasto nel cuore per anni, l’altra a chi ha saputo salvarla.
Il moto ondoso della vita è un libro delicato e autentico, che parla di fragilità e coraggio, di paura e rinascita, di amore che ferisce e amore che salva. Una lettura per chi ha amato in silenzio, per chi ha scritto senza mai inviare, per chi ha imparato che anche nel buio più profondo può arrivare un’onda capace di riportarti a riva.
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