“LA FINE DEL GIOCO”
Un famoso calciatore colombiano viene ucciso in circostanze misteriose. Marino Rizzo si occuperà del caso perché le indagini sull’omicidio riconducono a un giro di narcotraffico e scommesse tra la Colombia e il nord Italia, specificatamente a Torino. Rizzo ha un carattere molto particolare, è un solitario dal carattere ombroso, apparentemente arido nei sentimenti e dal passato oscuro. Svolge le indagini in modo scrupoloso e senza farsi coinvolgere dalle emozioni e i sentimenti, così come conduce la propria vita. Tassello dopo tassello, Rizzo, coadiuvato dall’ispettore Savi, scoprirà un lato torbido del gioco più bello e amato del mondo e dovrà fare i conti con il proprio passato e la responsabilità di prendere la decisione più importante della sua vita che potrebbe condurre alla “fine del gioco” del calcio.

BIOGRAFIA.

Joe Diba è nato in Francia il 24/01/1965. Appassionato di Thriller e Mistery. Vive a Torino da più di quarant’anni. Ha il diploma di geometra e lavora come magazziniere in un ingrosso di ricambi auto. Sposato e con un figlio di dodici anni. Ha scritto Blackout con cui giunge in finale a Casa Sanremo Writers nel 2014. Ha pubblicato “L’alba di un giorno nuovo” con La Feltrinelli, “Bestseller, cronaca di una vendetta”, un libro scritto a dieci mani, e “L’era dei talenti” (Premio speciale della giuria al Pictura ut Poesis di Firenze), con Edizioni Il Viandante (quest’ultimo è un mistery ambientato tra Pesaro e il monte Conero ed è stato lanciato al salone del libro di Torino a maggio 2018).
Finalista al premio Yume 2016 e secondo nel 2018, indetto dalla medesima casa editrice di Torino.
Un suo racconto noir, che strizza l’occhio al mitico Alfred Hytchcock, “Il triangolo spezzato” è stato selezionato nell’antologia Romanzi dal Piemonte 2018. Un altro racconto, Pedro, nel 2019.
Finalista a Io Racconto, 150 Marcelli, Amici del Viandante. Una sua poesia fa parte dell’antologia Centocinquanta poeti in antologia.

Sulle prime ho pensato “no, Joe, non farlo!”. Non andare a gettare una storia con una sua evidente forza dentro la trappola del calcio, che così raramente funziona nella letteratura. Bene, mi sbagliavo. Perché Joe Diba ha trovato nel calcio il colpo d’ala per rendere imprevedibile e brillante la sua classica trama di thrilling e di azione. La fine del Gioco è un libro avvincente e sorprendente, con una sua cifra stilistica e una sua verve inventiva. Leggerlo, leggerlo.
Franco Bolelli filosofo e scrittore

Joe Diba ha Il ritmo del “Noirista” nel suo DNA ed è bravo a tessere trame. In “La fine del gioco” si azzarda a toccare l’oppio del pianeta, il calcio, ed è bravo a palesarne le contraddizioni evidenti e quelle più sfumate. Il marcio è dappertutto, ed un giallista che si rispetti deve districarsi nella melma, sporcarsi le mani, saper svelare. Joe lo fa, sempre, in ogni suo libro, ed il lettore non può non lasciarsi guidare negli intrighi restando sempre libero di immaginare, di scoprire e di meravigliarsi.
Gino Riccio scrittore

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