Perché ha cominciato a scrivere? C’è un’immagine nella sua memoria che ricollega al momento in cui ha deciso di voler diventare scrittrice?

 

Credo che per la scrittura, come per qualsiasi forma d’arte, sia difficile spiegare il perché si è intrapresa questa strada piuttosto che un’altra. Al massimo posso tentare una rocambolesca spiegazione del come mi sono scoperta “scrittrice”.

 

Non è accaduto in un momento preciso, bensì in tanti momenti e in diversi periodi della mia vita. Ho capito che amavo scrivere quando ero ancora una bambina e mi piaceva aggiornare quotidianamente, e con angosciante puntualità, il mio diario segreto. Quando al liceo prendevo i voti più alti nel tema di italiano e quando, più tardi, mi dilettavo a scrivere lettere ai miei amici, ai ragazzi, a mia sorella –lo faccio tuttora. In realtà, mi riscopro tutti i giorni scrittrice, e tutti i giorni mi metto in discussione, cercando affannosamente quel “perché” dentro di me. Chissà se esiste e chissà se mai lo scoverò.

 

Ci racconti il suo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo.

 

Come dicevo, se la stesura di un diario segreto può contare come prima esperienza di scrittura, allora posso dire di aver iniziato la mia brillante carriera alla modesta età di 10 anni. Beh, scherzi a parte, la passione per quest’arte è cresciuta parallelamente a quella per la lettura. Ciò che leggo ha sempre influenzato il mio modo di pensare e, quindi, il mio modo di scrivere. La mia porosità, se si può chiamare così, mi ha permesso sempre di esplorare metodi e stili diversi. E questa fluidità e mutevolezza credo siano ben evidenti nel mio primo romanzo.

 

La prima e la seconda parte del libro appaiono abbastanza diverse tra di loro; la prima, infatti, si basa su riflessioni ed esercizi di scrittura effettuati ormai sette od otto anni fa, la seconda, invece, è più “nuova” e presenta un linguaggio e uno stile più freschi e accattivanti.

 

 

Ti abbiamo fatto questa domanda perché come casa editrice siamo molto attenti alla formazione degli scrittori, per questo vogliamo farti e vogliamo fare a chi ci leggerà un regalo.

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A che lettore pensa quando scrive?

 

Quando scrivo cerco di svuotare la mente e concentrarmi su me stessa e sui pensieri presenti nella mia mente. Non so se questa tecnica sia “giusta” né tantomeno efficace. È come se per me la scrittura fosse un’operazione di “alienamento” da tutto ciò c’è intorno. Per questo, non penso a una tipologia di lettore in particolare, forse quello che cerco di fare è di creare costantemente “nuovi” lettori, quando scrivo parlo a un lettore universale. In generale, comunque, si può dire che mi rivolga a un adulto consapevole, con senso critico, curiosità e, forse, un po’ “ribelle”.

 

Quali autori l’hanno formata maggiormente e com’è arrivato a loro?

 

Isabelle Allende, Dacia Maraini, Fernando Pessoa, Tiziano Terzani (scrittore e non giornalista), Gabriel Garcia Marquéz, Stefano Benni. Sono arrivata a loro per caso, perché una volta incrociato il mio cammino con il loro non potevo ignorarli e passare dritta.

IL LIBRO

 

Una giovane ragazza di nome Alice scompare misteriosamente dal suo appartamento di Bologna e Penelope, che è la sua migliore amica, si mette subito sulle sue tracce per riportarla a casa. Così, inizia un viaggio a doppio livello: da una parte il vagare geografico e reale di Penelope che, seguendo un po’ il suo istinto e un po’ il caso, arriva no al Sud America, e dall’altra troviamo Alice che, in verità, non si è persa su questa Terra ma, bensì, in un mondo fatto di sogni, visioni e follie. Un po’ come in un romanzo di formazione, le due protagoniste percorrono tutte le tappe che le porteranno alla fase successiva della loro evoluzione ma a tormentarle sarà proprio il dubbio se valga la pena o no “formarsi” ed evolvere. Così, da romanzo di formazione quest’avventura diventa un romanzo sociale. Il viaggio di Alice e Penelope è la storia della Terra e dell’umanità intera, si parte dalla Genesi e, passando per le varie ere geologiche, si arriva a fantasticare sulla nostra stessa estinzione. Sull’estinzione dell’uomo come essere Umano e non come essere Sociale. Insomma, si prova a stravolgere del tutto il concetto stesso di evoluzione, che considera vincitore chi si adatta a tutto e non chi resiste, per riuscire a vedere un’alternativa a questa buia società.

 

 

Raccontaci il tuo libro e perché leggerlo

 

Pensai per la prima volta a “La mia estinzione” circa sette anni fa, ricordo che ero nella mia prima casa a Bologna, dove mi ero trasferita da un paio di anni per studiare alla specialistica di lingue straniere. Stavo discutendo con un paio di amici di politica, società, progresso…Insomma, le solite cose, è fu lì, quando la discussione terminò, che sentii di avere ancora molte cose da dire.

 

Così nacque Alice che, come si capisce da subito, è un po’ me e un po’ una qualsiasi. I suoi pensieri –che avevano ancora la forma di elucubrazioni mentali- erano i miei, lei era la mia valvola di sfogo. Passarono anni e Alice rimase ibernata in un angolo della mia fantasia, al di fuori di qualsiasi intreccio e trama. Nel frattempo decisi di fare un viaggio in Sud America e, al ritorno, fui contattata dalla Lupi Editore. Così rispolverai Alice, diedi vita all’altra protagonista, Penelope, creai una storia, cosparsi tutto con un po’ di magia presa dal mio viaggio in Sud America et voilà, il mio romanzo era bello e pronto. Perché leggerlo? Perché, come ogni libro, è un bel viaggio, appunto.

 

Nel mio caso, offro al lettore l’opportunità di viaggiare nelle terre magiche del Brasile, dell’Argentina e della Bolivia, facendo un tuffo profondo nell’anima di questi paesi, nelle loro tradizioni sconosciute e misteriose. In particolare, però, vorrei che chiunque leggesse questo romanzo perché sono convinta possa essere uno stimolo alla coscienza di chi è pronto e desideroso di cambiare ciò che non va in questa società.

 

Se abbiamo un po’ incuriosito il lettore lo inviterei a scoprire di più sul tuo libro anche perché in questi giorni è in super promozione nella versione ebook.

Quale dei personaggi del tuo libro assomiglia più a te? O che aspetto del tuo libro hai più a cuore

 

Io sono un po’ Penelope e un po’ Alice, perché, in fondo, chiunque di noi è abitato da due anime –o forse di più. Alice è tormentata quanto me, è la mia parte arrendevole e incostante. Penelope è la “guerriera”, quella che non si arrende mai, che parte per un viaggio folle alla ricerca dell’amica –e dell’altra parte di sé- per darle coraggio e farla tornare al mondo. Ed è proprio questo l’aspetto del libro che ho più a cuore: il viaggio, sia quello introspettivo che quello geografico.

 

Cosa ci riservi per il futuro? Prossime pubblicazioni o progetti

 

Senza dubbio scriverò un altro romanzo. Solo che, questa volta, penso a qualcosa di più fresco e leggero. Con “La mia estinzione” ho dato voce alla mia parte più riflessiva, nel prossimo futuro vorrei pubblicare qualcosa che, invece, dia più spazio alla mia parte ironica e frizzante, della quale non riesco assolutamente a fare a meno! La mia ricerca stilistica mi sta portando a scoprire un nuovo linguaggio. In ogni caso, i temi saranno sempre collegati all’attualità, senza rinunciare, come al solito, alla magia!

 

 

A breve uscirà anche la versione cartacea di questo bel libro, per il momento ti facciamo un grande in bocca al lupo per questo romanzo!

 

 

 

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