Perché hai cominciato a scrivere? C’è un’immagine nella tua memoria che ricolleghi al momento in cui hai deciso di voler diventare scrittrice?

 

Credo sia un qualcosa che ha sempre fatto parte della mia vita, fin da piccola, ho sempre avuto la testa piena zeppa di parole e dovevo trovare il modo per farle uscire. Ricordo che quando ancora non sapevo scrivere disegnavo. Ho tantissimi diari segreti pieni di disegni gelosamente conservati, di quelli con quei lucchetti che credevi impossibili da scassinare e che, invece, si aprivano con una forcina per capelli. Disegni che poi con il tempo si sono trasformati in parole.

Scrivevo così tanto che con il passare degli anni i diari sono stati sostituiti dalle agende, quelle che si trovavano nei cesti natalizi, e quando le pagine finivano e l’anno invece ancora no, a quell’agenda si aggiungevano pagine di quaderni appiccicate con lo scotch.

Ho scatole piene di pagine e pagine di vita vissuta, di storie inventate, di desideri espressi, ed è un bellissimo viaggio nei ricordi, perdersi di tanto in tanto, tra i colori della mia infanzia.

Poi le agende si sono evolute, la carta è andata in pensione e le parole si sono trasferite in cartelle sul computer, in tante, tantissime cartelle, e spero che un giorno tutte possano trovare la strada giusta per venire alla luce, così come è stato per Le cicatrici che non ho.

In realtà non ho mai deciso di voler diventare scrittrice, è un sogno che ho sempre avuto nel cassetto e in cui non ho mai creduto abbastanza.

Purtroppo viviamo in una società in cui si è persa l’abitudine alle cose belle, alle emozioni sincere, ai sogni realizzati.E invece, posso dire che a volte, quando meno te lo aspetti, i sogni diventano realtà…

 

Ci racconti il tuo rapporto con la scrittura e com’è cambiato nel tempo.

 

Il mio rapporto con la scrittura si è evoluto nel tempo, si è adattato alla mia pelle, alla mia anima.

Cambia il mondo in cui viviamo, cambia la vita intorno a noi, cambiamo noi, inevitabilmente.

Cresciamo, ci illudiamo, gioiamo, viviamo dolori, amori, come si può non cambiare e rimanere immutati? Impossibile!

E come può la scrittura che è la più grande espressione di noi stessi non mutare con noi? Impossibile…

Ti abbiamo fatto questa domanda perché come casa editrice siamo molto attenti alla formazione degli scrittori, per questo vogliamo farti e vogliamo fare a chi ci leggerà un regalo.

 

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A che lettore pensa quando scrive?

 

In realtà non penso a chi legge, anche perché ancora non sono entrata nell’ottica che il mio scrivere è un qualcosa a disposizione di tutti e non un colloquio a due tra me e la mia anima. Scrivo per me, perché ne ho bisogno, perché non posso farne a meno, e non posso vivere senza far uscire le parole che mi riempiono la testa, è un’esigenza.

È come l’ossigeno, per me, scrivere è come respirare.

 

Quali autori l’hanno formata maggiormente e com’è arrivato a loro?

 

Gli autori che mi hanno formata maggiormente sono quelli a cui mi sono approcciata negli anni della mia adolescenza, quelli letti durante il liceo “per dovere” e che poi sono diventati compagni di vita: Charlotte Brontë e Jane Austen prima di tutte, loro e il loro saper sviscerare l’amore in un modo unico e inarrivabile, loro e la loro capacità di toccare il cuore e segnare la vita di chi legge.

C’è un’altra autrice che ha profondamente segnato il mio modo di approcciarmi alla scrittura ed è Valentina D’Urbano, lei e il suo scrivere così crudo e viscerale, capace di spezzarti l’anima e poi ricomporla come se niente fosse.

Queste autrici così diverse e così lontane, e i loro libri sono tra le cose più care che ho, loro e le loro parole capaci di donarti emozioni nuove ogni volta che le rileggi, come se stessi vivendo sempre un primo, meraviglioso appuntamento con l’amore.

 

IL LIBRO

 

 

Quattro personaggi legati da un filo invisibile: Nora, donna misteriosa dal passato sconosciuto, che ogni fine settimana scappa da Salerno, città in cui vive, e si nasconde o forse si rifugia in uno sperduto paesino della provincia.
Gabriele, sfrontato, impertinente, in bilico tra sbagli ed eroina, pieno di vita e di demoni che gli corrodono l’anima.
Mariè, ricco capo d’azienda, la cui vita, apparentemente perfetta, cela l’infelicità e la vacuità dei suoi giorni.
David, l’uomo che tutte vorrebbero e che tutte possono avere, giovane gigolò cubano affamato di vita e di sogni mai realizzati.
Quattro personaggi, due incredibili storie d’amore legate da un filo invisibile destinato a spezzarsi…

Raccontaci il tuo libro e perché leggerlo.

 

Le cicatrici che non ho è un viaggio nell’anima, è un viaggio dentro se stessi, è un viaggio che va oltre le apparenze. In questo mondo fatto di primi impatti e giudizi sommari è difficile, molto spesso impossibile, riuscire ad andare oltre ciò che appare.

Vi siete mai chiesti cosa si nasconde dietro uno sguardo triste? Dietro un sorriso che non arriva agli occhi, o dietro un’anima che non ha più voglia di mostrarsi? A queste domande troverete risposta leggendo il mio romanzo.

 

Quale dei personaggi del tuo libro assomiglia più a te? O che aspetto del tuo libro hai più a cuore.

 

In ognuno di loro c’è qualche aspetto di me, piccoli tratti, sottili sfumature del mio carattere che vengono amplificate per meglio strutturare i personaggi. Mi risulta davvero difficile scrivere di qualcosa che non conosco, o di sensazioni mai provate, quindi parto sempre da me, in fin dei conti non c’è nessun altro al mondo che conosco in maniera così dettagliata.

Però, il personaggio che più mi assomiglia è sicuramente Nora, lei che ama senza riserve, lei che puoi leggerle negli occhi quello che sente, lei che è trasparente nonostante la paura di mostrarsi, lei che ha imparato a fare i conti con le mancanze della vita, lei…

E il bello è che nemmeno me ne sono resa conto mentre scrivevo di lei, che in realtà mi stavo soltanto guardando allo specchio…

 

Cosa ci riservi per il futuro? Prossime pubblicazioni o progetti.

 

Nella testa ho troppe parole, l’anima è sempre lì a voler dire qualcosa, e il computer è pieno di inizi ma anche di qualche fine, quindi, presto spero di riuscire a far conoscere al mondo qualche altro pezzetto di me…

A breve uscirà anche la versione cartacea di questo bel libro, per il momento ti facciamo un grande in bocca al lupo per questo romanzo!

 

 

 

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