Madame Alexine, alta patronessa di una fondazione americana, è stata incaricata dalla direzione di svolgere un’inchiesta sul passato di una nobile signora lombarda del tardo Rinascimento, poiché la sua vita – ricca di luci e ombre – ha suscitato il più acceso interesse nelle socie della Fondazione. Nel corso del viaggio in Italia (che si svolge tra Como, Milano e Firenze, città di origine dell’antica dama), oltre a condurre la investigazione storico-documentaria, ella riannoderà i fili della trama del proprio passato di madre e di amante. Dopo un convito assistiamo alla sua apoteosi finale, avendo riunito in Pantheon il ritrovato Olimpo personale.
Qual era lo scopo della Fondazione? Allo scadere del secondo Millennio erano in poche a saperlo. Fra queste poche Madame Alexine era consapevole di custodire molti segreti fondamentali alla sopravvivenza. La sua vita era stata investita di molte pesanti responsabilità, quasi senza che le venisse chiesta la sua opinione. Da quando era cominciata l’epoca della distruzione delle maggiori foreste del pianeta, Amazzonia in testa, l’idea di sterminare tutti i signori e i nobili, negli spiazzi bruciati resi brulli dall’opera di abbattimento, era tramontata molte volte senza, però, essere mai abbandonata del tutto dal ceto basso. Nel folto delle luminescenze, di ampolle, raggi catodici e tubi elettronici, nell’intrico delle fluorescenze, di diodi, triodi, tetrodi, radar e ponti radio, si svolgeva il modo della comunicazione planetaria dell’idea assassina.

L’ autrice
Maria M. Maggiano si è laureata il 1984 al DAMS di Bologna. Ha scritto il radiodramma “Ultimo pasto di un mostro marino”, registrato negli studi di RAI 3, in Bologna il 2002. Ha pubblicato in self-publishing “Ottavia o le feste carnali” , testo teatrale di ampio respiro, frutto di ibridazione fra le eroine dei racconti gotici e della letteratura teatrale, da Salomé a Ofelia.

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