

Ludovica Mazzuccato
Ludovica Mazzuccato, Nata a Ferrara nel ’78, ha conseguito la laurea Magistrale in Scienze Religiose all’ISSR di Padova, insegna con profonda passione religione cattolica nella scuola statale. Ha manifestato giovanissima il suo talento aggiudicandosi nel 1992 il 1° Premio alla 25ª Ed. del Concorso Internazionale di Poesia indetto da C.I.A.S. di Roma e dall’UNESCO.
Da quel momento in poi ha raccolto numerosissimi e prestigiosi riconoscimenti letterari, come poeta e come narratrice, in Italia e all’estero. Nel 2003 ha pubblicato la sua prima raccolta “Ricette di Poesie” (Edizioni MB) che ha ottenuto il Secondo Premio, sez. volume di poesia, al 9° Premio “Rivalto – Roberto Magni”.
La sua silloge più recente è contenuta nell’antologia “Poetika 2008” avendo vinto il premio omonimo indetto dalla Midgard Editrice (PG). È pubblicata in numerosissime antologie.
Nel 2012 con “80144 Edizioni” e Posteitaliane, un suo racconto è stato scelto per essere pubblicato nella raccolta “Lineagialla – racconto a tempo” n. 2, distribuito gratuitamente in tutti gli Uffici Postali d’Italia; nel 2021 una sua poesia si è classificata al Primo Posto – in una rosa di 441 poesie partecipanti – del Premio “La Forza delle Parole” indetto dal Comune di Oleggio e dal CIF. La sua ultima pubblicazione è in ambito accademico, l’opera a quattro mani “Per l’etica della vita. Tracce di bioetica in tempi difficili” (G. Manzato - L. Mazzuccato, Cittadella Editrice, 2025). Scrive anche testi teatrali: il suo spettacolo “Paradossi Moderni” ha vinto il “Miglior testo originale” al Premio Tomeo 2025, l’oscar del teatro per ragazzi del Veneto. Attualmente cura due rubriche di didattica nella rivista “L’ora di Religione” (Elledici) e si diletta in progetti come ghostwriter.
Il suo “manifesto” è contenuto in una frase di Simone de Beauvoir: «Il fatto è che sono una scrittrice: una donna scrittrice non è una donna di casa che scrive, ma qualcuno la cui intera esistenza è condizionata dallo scrivere. È una vita che ne vale un’altra: che ha i suoi motivi, il suo ordine, i suoi fini che si possono giudicare stravaganti solo se di essa non si capisce niente».
Opere
